Auto ibride economiche: quale prendere intorno ai 20.000 euro 

Le proposte di auto ibride sul mercato sono sempre più ampie: un ottimo compromesso tra un’auto tradizionale e un’elettrica pura. Più efficienti, meno costose e non troppo “estreme”. Ma quante tipologie di vetture ibride esistono? E quali sono le migliori auto ibride economiche, con un prezzo intorno ai 20.000 euro?

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Redazione

L’elettrificazione è diventata la parola d’ordine nei programmi di tutte le Case automobilistiche. Questo non significa che il motore endotermico sia stato completamente abbandonato, anzi. Le auto elettriche stanno facendo un enorme passo avanti, con range di autonomia sempre più vicini alle normali vetture, ma la loro ascesa è ancora molto limitata dai costi elevati di acquisto e dai pochi punti di ricarica nelle metropoli. Quindi, l’altra faccia dell’elettrificazione è l’ibrido.

Una strada molto più facile e più economica da intraprendere: i modelli si basano sulle stesse piattaforme delle versioni endotermiche e i clienti si trovano tra le mani un’auto diversamente-tradizionale e meno dispendiosa (consumi ed emissioni ridotte, riduzione del bollo, possibilità di accedere alle ZTL e parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu). Ormai esistono veicoli ibridi di tutte le dimensioni (dalle city car ai SUV) e i numeri del mercato sono dalla loro parte: nel 2019, il settore ha raggiunto il 6% del totale delle immatricolazioni in Italia e, nel primo bimestre del 2020, il valore si è raddoppiato, ben il 12% (un record assoluto).

Le tre tipologie di ibrido 

Come funziona l'auto ibrida: nel corso di anni di sviluppo si sono definite tre categorie principali, che si differenziano per la struttura tecnologica e il rapporto di utilizzo tra il propulsore endotermico e quello elettrico. Non ne esiste una peggiore o una migliore; ogni Marchio segue la propria filosofia costruttiva, ma non è detto che anche uno stesso modello non possa essere disponibile in una o nell’altra tipologia, lasciando quindi libera scelta al cliente.

Partiamo dalle full hybrid, o ibride tradizionali: sono dotate di batterie con scarsa capacità (nell’ordine del 1-1,5 kWh), che vengono ricaricate dal motore a benzina, quindi sono prive di presa di ricarica esterna. Il propulsore elettrico consente di viaggiare a zero emissioni per qualche chilometro (circa 60-80 km nell’ordine di un pieno di carburante). I due propulsori sono indipendenti, ma hanno comunque la possibilità di funzionare in sinergia.

La soluzione più economica e più semplice è la mild hybrid: il motore elettrico viene sfruttato come supporto/booster (dai 3 kW fino oltre i 20 kW) a quello endotermico, e spesso funge anche da alternatore e da motorino di avviamento. Questo sistema è supportato da batterie simili a quelle di un computer portatile. Quindi i due motori lavorano sempre simultaneamente: il risultato è la stessa potenza con consumi ridotti o, per le vetture più performanti, ancora più potenza con gli stessi consumi.

Ultima, e più sofisticata, è la tecnologia ibrida plug-in: sulle vetture di questa categoria è montata una vera e propria batteria (spesso situata sotto il pianale del bagagliaio, che perde qualche litro di capacità), ricaricabile da una presa esterna, come sulle elettriche pure. Cresce anche la potenza del motore elettrico, che si avvicina a quella dell’endotermico. Grazie a questa soluzione è possibile spostarsi in modalità EV per circa 40-60 km e, se si finisce la carica, si può procedere con il propulsore tradizionale. Lo svantaggio è che il sistema è costoso e costringe ad alzare il prezzo finale, infatti le ibride plug-in sono maggiormente vetture nella fascia premium, e il peso complessivo è più alto della media.

Le Case stanno rispondendo alla richiesta del mercato dando alla luce nuovi allestimenti ibridi, anche su modelli più piccoli, come city car o crossover, a prezzi vantaggiosi. Quindi sono le migliori auto ibride economiche, sotto ai 20.000 euro? Una cifra molto interessante se si considera che i vantaggi più tangibili si ottengono in città, dove imperano utilitarie e compatte. Attorno a questa soglia si trovano modelli ibridi che sono da prendere in considerazione nel momento del cambio auto.

Fiat Panda Hybrid

Non può mancare tra le ibride di maggior successo la Fiat Panda Hybrid, dotata di un sistema a 12 V, quindi più semplice e meno costoso del “più sfruttato” 48 V, con batteria al litio da 11 Ah e un motore elettrico BSG (Belt Integrated Starter Generator) da 3,6 kW, circa 5 CV, a supporto del nuovo FireFly 1.0 tre cilindri a iniezione diretta da 69 CV. È disponibile in tre allestimenti e parte da un prezzo di listino di 15.950 euro.

Fiat 500 Hybrid

Anche la Fiat 500 è stata dotata della motorizzazione mild hybrid. Questa versione condivide il powertrain con la Panda. Sotto al cofano è presente il nuovo FireFly 1.0 litri da 69 CV con il motore elettrico BSG (Belt Integrated Starter Generator) a 12 V, che migliora lo spunto in accelerazione. La batteria agli ioni di litio è posizionata sotto al sedile del guidatore, come sulla Panda, e ha sempre una capacità di 11 Ah. La Fiat 500 Hybrid è proposta in sei allestimenti: il prezzo di listino parte da 17.700 euro.

Suzuki Ignis Hybrid

Il mini SUV giapponese si è rinnovato proprio quest’anno, in occasione del Salone di Ginevra digitale (annullato a causa del Coronavirus). Suzuki ha rinfrescato il look di questo modello con nuovi dettagli estetici e un assetto rialzato di 1 cm, per migliorare il comfort in città. Per il 2020 ci sono anche aggiornamenti tecnici, in particolare sul sistema mild hybrid di cui era già dotata, che è stato reso ancora più efficiente. La Ignis Hybrid è spinta dal nuovo motore 1.2 DualJet quattro cilindri, da 83 CV e 107 Nm di coppia. Come in passato, sfrutta il sistema ISG (Integrated Starter Generator), che funge da alternatore, motorino di avviamento e motore elettrico, ma la vera novità è la batteria, che passa da 3 Ah 10,3 Ah, con un miglioramento dei consumi di circa il 9% (valori dichiarati dalla Casa). La nuova Ignis Hybrid è disponibile sia con il cambio manuale che automatico CTV, con la trazione anteriore o integrale AllGrip: il prezzo di partenza è di 21.400 euro.

Suzuki Swift Hybrid

La gamma di ibride compatte Suzuki prosegue con la Swift Hybrid. Stile sportivo e proporzioni contenute per la massima praticità nei contesti urbani. È disponibile esclusivamente con powertrain ibrido (versione Sport compresa) con motore benzina 1.2 litri da 83 CV e motogeneratore elettrico che contribuisce a ridurre i consumi. I prezzi della Swift Hybrid partono da 22.500 euro ed è offerta anche con la trazione integrale AllGrip.

Mazda 2

Un’altra proposta dal Giappone è la Mazda 2: rinnovata nel 2023, segue la filosofia di design Kodo. Questa compatta giapponese si presenta con un motore 1.5 litri Skyactiv-G, disponibile nella variante da 75 CV o 90 CV, quest'ultima abbinata a un motore elettrico che garantisce l’omologazione ibrida (si tratta di una mild hybrid). La motorizzazione più potente è affiancata dal cambio automatico a sei rapporti, mentre la trazione è sempre anteriore. Il prezzo della Mazda 2 Hybrid parte da 20.300 euro.

Toyota Yaris Hybrid

La Toyota Yaris Hybrid è la regina delle compatte ibride, con una lunghezza di appena 3,86 metri. Il motore è un 1.5L con sistema Full Hybrid Electric da 116 o 130 CV: la Casa dichiara 15% di potenza in più con un’efficienza migliorata del 20%, in termini di consumi si è sui 34 km/litro. Pensate che può viaggiare con il solo motore elettrico fino a 130 km/h. Il prezzo parte da 24.550 euro.